Ultimo giorno

Ultimo giorno di vacanza per i bambini e non so se esultare di gioia o piangere dalla disperazione.

Le giornate prenderanno la loro routine con i loro orari ed impegni.

Lavorare al computer come fare qualsiasi cosa che non fosse intrattenere i figli è stato come camminare su un filo a metri d’altezza su una bicicletta e un ombrellino in mano!

Mamma guarda questo, mamma guarda quello, mamma leggiamo, mamma tagliamo, pitturiamo, giochiamo…

Inizi a lavorare, o meglio pensi di riuscirci e un attimo dopo ti ritrovi a tirare i dadi per salvare la principessa o combattere un drago e quando credi che sia finito il gioco, ecco che arriva un robot da montare a cui mancano dei pezzi ed una indispensabile piccola vite che scopri avere la funzione SOLO di tenere una gamba di quella incomprensibile struttura.

Guardi le istruzioni e sei conscia di essere chiamata a fare il miracolo e proprio quando ti armi di tutta la pazienza dell’universo ed il primo pseudo braccio montato ti incoraggia a proseguire orgogliosa, volti lo sguardo…e ti accorgi di essere rimasta SOLA.

Sei tu e il robot e a quel punto quando non sai se continuare o gettare le armi, spunta tuo figlio, lo stesso che ti aveva fatto credere che montare quel robot sarebbe stata una questione di vita o di morte, che impugna una spada gommosa, un mantello e qualcosa che tiene….nelle mutande?

E grida:”Mamma facciamo finta che siamo due guerrieri che dobbiamo sconfiggere il male?”

Un sorriso… isterico? Oppure è una paresi per nascondere la mia disperazione?

Non saprei ma mentre guardo quel bambino conciato in maniera improponibile in mezzo alla stanza penso a quanto siano instancabili, determinati, creativi, ingegnosi, diabolici…

Sarà per questo che mi trovo alle 6:15 di mattina davanti al computer?

Credevo di dover fare qualcosa di importante, mi girava in testa ma non trovavo il tempo, la concentrazione eppure era importante!

Chi ha a che fare con i bambini lo sa bene quanto sia difficile: o loro o te!

A loro non interessa COSA fai ma PERCHE’ lo fai, quanto ci tieni, quanto ti brucia dentro quella cosa?

Quanto sei disposto a dare per realizzare quella cosa?

Non esiste momento adatto, non esiste strumento adatto, non esistono capacità, se VUOI troverai tutto e le scuse che ti racconterai saranno la dimostrazione di quanto poco tieni alla realizzazione del tuo progetto.

Insomma quei nani rompiscatole sono lì a dimostrarmi quanto ho perso negli anni, quanta sterilità accetto e subisco, quanto vuoto posso riempire.

E adesso, metterò in pratica i loro insegnamenti, in silenzio entrerò nella loro camera e li tirerò l’elastico delle mutande!!

Buona avventura a tutti!

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